“L’unico modo per evitare di essere depressi è non avere abbastanza tempo libero per domandarsi se si è felici o no.” George Bernard Shaw.”
Sintomi e segnali di allarme
Oltre al “sorriso di facciata”, esistono indicatori fisici e comportamentali che possono suggerire la presenza di questo disagio:
- Cambiamenti nei ritmi vitali: Insonnia o eccessiva sonnolenza (ipersonnia) e variazioni repentine dell’appetito con conseguente perdita o aumento di peso.
- Calo di energia e interesse: Stanchezza persistente, apatia e perdita di piacere in attività precedentemente amate (anedonia), a volte mascherate da un eccessivo impegno scolastico o lavorativo per “non pensare”.
- Irritabilità e rabbia: Nei giovani, la depressione spesso non si manifesta solo con la tristezza, ma con frequenti scatti d’ira, ostilità o estrema sensibilità alle critiche.
- Isolamento sociale selettivo: Il giovane può continuare a frequentare alcuni amici ma ritirarsi gradualmente dalle relazioni familiari o dai circoli sociali più ampi.
Prevenzione e stili di vita
La prevenzione passa attraverso la promozione di uno stile di vita equilibrato e il monitoraggio precoce dei segnali:
- Abitudini regolari: Garantire 7-9 ore di sonno, un’attività fisica costante e una dieta sana aiutano a stabilizzare l’umore.
- Dialogo Aperto: È fondamentale intercettare il disagio precocemente, invitando i ragazzi a esprimere le proprie emozioni senza timore di essere giudicati.
- Evitare l’isolamento: Mantenere connessioni sociali autentiche e ridurre la sedentarietà sono fattori protettivi chiave.
Quando rivolgersi a un professionista
È necessario consultare un esperto (psicologo o psichiatra) quando:
- I sintomi persistono per più di due settimane e interferiscono con la vita quotidiana.
- Si manifestano comportamenti a rischio, come l’autolesionismo o disturbi alimentari.
- Il giovane esprime sentimenti di disperazione o pensieri legati al suicidio.
- Si nota un drastico calo nel rendimento scolastico o un improvviso abbandono delle attività sociali.
Comportamenti da adottare
Per supportare un giovane in difficoltà, è importante:
- Ascoltare senza giudicare: Evitare frasi come “non hai motivo di essere triste”.
- Validare le emozioni: Rassicurare il ragazzo che ciò che prova è reale e che le cose possono migliorare con l’aiuto giusto.
- Passare tempo di qualità: Dedicare momenti esclusivi all’ascolto e alla condivisione, mostrando affetto e vicinanza.
- Cercare supporto specialistico: In provincia di Vicenza, sono disponibili professionisti come la Dott.ssa Antonella Padula per il sostegno alla genitorialità.